
Foto di Papagolf - fonte Panoramio
Il nuovo PRG di Parrano, adottato il 22 marzo u.s., rappresenta la prima concreta risposta ad una politica regionale di valorizzazione del termalismo varata nel 2003 con il Progetto “Essere Bene”, nell’ambito del DOCUP Ob. 2 Umbria 2000-2006.
Il piano si caratterizza per un approccio non convenzionale alla normale prassi urbanistica, essendo nato da una concertazione pubblico/privato (ce lo chiede l’Europa!) ed in ragione dell’esistenza, sul territorio comunale, di una vastissima proprietà indivisa di antica origine.
Le caratteristiche innovative del piano sono rappresentate da:
- la sua natura “integrata”, in quanto lo sviluppo programmato non riguarda solo il settore turistico-termale, ma anche quello dei servizi e quello agricolo (con particolare riferimento alla vitivinicoltura), secondo un interessante modello unitario di valorizzazione e gestione delle risorse locali;
- la sua valenza “comprensoriale”, laddove il bacino di riferimento delle funzioni termali parranesi andrà ad interessare, sia sotto il profilo turistico che occupazionale, un’area molto più vasta di Parrano;
- il suo carattere “progettuale” e non puramente normativo, in quanto il dimensionamento della ricettività turistica si è basato su una valutazione rigorosa ed analitica dei costi e dei ricavi (business plan) derivanti dagli investimenti sostenibili da un soggetto privato qualsiasi e su previsioni realistiche della futura domanda turistico-termale in area vasta (comprensorio orvietano).
L’elaborazione del nuovo PRG ha nel frattempo attraversato una complessa fase di aggiustamento della legislazione regionale in materia ambientale (VAS) e paesaggistica (PPR). Questo ha comportato, per il Comune di Parrano, un percorso di verifiche e valutazioni che nessun altro PRG, in Umbria, ha sinora dovuto affrontare.
Il Rapporto Ambientale – che accompagna la documentazione di piano –analizza in maniera approfondita tutta una serie di problematiche legate alla realizzazione del progetto termale: dagli impatti sul SIC del Bagno Minerale (entro cui è ubicata la sorgente termale) agli impatti sul paesaggio rurale, dovuti non tanto ai nuovi insediamenti turistici (analizzati attraverso l’uso di un modello 3D del territorio) quanto alle trasformazioni agrarie in corso; dalle tecniche di ingegneria naturalistica applicate alla progettazione/realizzazione/gestione dei campi da golf alle soluzioni escogitate per gli approvvigionamenti idrici; dall’analisi dei flussi di traffico indotto (nessuna nuova infrastruttura stradale) alla valutazione dell’impatto acustico; e così via.
Va peraltro evidenziato come – per quanto riguarda il campo delle energie alternative – le ricerche in corso sulle risorse idrotermali esistenti, abbiano mostrato la concreta possibilità di sfruttamento del potenziale geotermico (a media e bassa entalpia) di questo territorio per usi civili diversificati.
Ora il nuovo PRG dovrà attraversare altre impegnative fasi di valutazione (conferenza VAS e conferenza interistituzionale), prima di arrivare alla sua definitiva approvazione. Una nota stonata, in tutto questo lungo percorso e nonostante le importanti modifiche legislative regionali in fatto di “semplificazione”, è costituita dai tempi biblici di valutazione (5 anni per arrivare all’adozione attuale), tali da scoraggiare l’interesse e la volontà di qualunque investitore serio.
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